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Le bianche dita della Morte



La voce di un cimitero assomiglia a fendenti di terrore puro che dilaniano mente e lucidità. Non si può raccontare, non si può dipingere. Il passo a due che sorride alla poetessa Saffo fra Signora Vita e Signora Morte si celebra qui e qui soltanto. Si danza sulla poesia, unica divinità capace di farti intuire quel liquido sentore di eternità limitata.

Parli da solo se nessuno ti ascolta. Nessuno ascolta i poeti.

Il cimitero sussurra a chi sa leggere tra le righe degli epitaffi.

Paura non avere, moriamo una volta soltanto.


Sulla sua tomba lasciasti un nome,

scritto con unghie su pietra inerte.

Il nome del demone che piantò il seme

della condanna in questa realtà.


Nelle tue mani stringevi il pianto

di madri urlanti su corpi storpi,

scatole vuote di carne soltanto,

umana immondizia gettata più in là.


Lacrime, scempi e parole vuote,

sangue e veleni sputati in faccia.

un mondo che dorme su banconote,

accampato in cima all’inciviltà.


Dillo, madonna nera, dove riposi

quando la notte ti sogna sguainando

incubi e fame tra le metempsicosi,

brandendo spade di crudeltà.


Siamo cristalli di un male orrendo,

prede cattive che vanno a caccia,

da quando nasciamo andiamo morendo

in un lungo intermezzo di brutalità.


Scappando nel buio lasciamo traccia

passando tra odio e mancati amori.

Il nostro cappio che lento si allaccia

sul collo storto delle migliori età.


Su qualche tomba tu lasci dei fiori,

accarezzi il viso dell’innocenza,

stringendo le dita attorno a dei cuori

che saranno puri per l’eternità.


Nessuno ascolta i poeti. A parte lei, gelida Signora Nera, Musa Oscura, che concede la mano a chiunque, agli artisti, ai neonati, ai santi, agli assassini.

Piangi, padre, piangi sulla tomba di tuo figlio. Asciugati il vuoto che cola dagli occhi, assapora l’odore di questa assenza. E se non sopporti il dramma, diventa tu parte del poema, dell’anima scomposta di un artista, della crudità delle parole scritte. Diventa storia triste, diventa ispirazione.

Unisci al valzer lento della Dama Nera. Se tu lo vorrai, sarà lì ad aspettarti, tra musica eterea, luci nell’ombra. La Morte è pronta a danzare e ti porgerà le sue bianche dita.

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