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La teoria delle probabilità



La probabilità è la condizione di un fatto o di un evento che, fra più fatti ed eventi possibili, appare come quello che è più ragionevole attendere. Nel linguaggio scientifico, la probabilità di un evento indica il numero che esprime il grado di possibilità che quell’evento si verifichi. Tecnicismi a parte, il concetto di probabilità è noto a tutti, almeno in termini intuitivi.

Così, il nostro cervello si è abituato a funzionare a probabilità. Se hai sempre messo il casco per andare in moto e una volta non lo metti, pensi dai, vuoi che mi faccia male proprio la volta che sono senza casco? Pensi, insomma, che sia improbabile che ti faccia male proprio quella volta lì. Fai un calcolo approssimativo delle probabilità e decidi che hai una probabilità molto bassa di farti male. Eppure, può essere proprio la volta che ti spacchi la testa.

C’era una bassa probabilità che quel giorno piovesse, una bassa probabilità che dovessi prendere una deviazione dalla solita strada e una bassa probabilità che l’auto nell’altra corsia perdesse il controllo. Il fatto è che l’universo se ne fotte delle probabilità.

Dunque, qual è la probabilità che un evento più o meno probabile determini un altro evento altamente improbabile?

Il detective Benny stava bevendo un caffè freddo. Benny era il diminutivo di Benedict, più corto e utilizzabile per i colleghi di lavoro. Semplicemente più comodo. Il caso volle che Benedict nacque lo stesso giorno di Benjamin, che abitava nella casa a fianco e faceva il calzolaio di professione e lo spacciatore nel tempo libero. So cosa state pensando: stai a vedere che Benjamin è finito in qualche casino, che un gruppo di uomini armati è venuto a prenderlo, però ha sbagliato casa, e hanno preso Benedict, che è nato lo stesso giorno di Benjamin e probabilmente ha anche lo stesso soprannome, che volevano sparare a Benjamin e invece hanno sparato a Benedict. No, nulla di tutto ciò. La probabilità che questo accadesse era di gran lunga superiore a quella della storia che sto per raccontarvi.

Il detective Benny era uscito di casa per uno dei consueti casi noiosi d’ufficio: la signora Derrick aveva perso il portafoglio per la decima volta, e aveva incolpato la nuova ragazza del figlio, che veniva dal nord Europa, e quelle del nord Europa sono tutte fredde, senza cuore e anche un po’ baldracche. In un paese così piccolo era il caso più emozionante della settimana. Anzi, degli ultimi sei mesi.

“Buongiorno, signora Derrick. Il portafoglio, vero?” Il detective si tolse il cappello a tesa larga ed entrò in casa.

“È stata quella vigliacca! Vede, detective? È anche scappata di casa appena si è resa conto di essere una maledetta cagna ladra!”

“Veramente ho appena sentito suo figlio e mi ha detto che sono entrambi a mangiare nel locale vicino a…”

“Ah! Mio figlio! Non lo riconosco più! Da quando ha conosciuto quella ragazza è…”

“Signora Derrick, è questo il suo portafoglio?” Il detective Benny raccolse qualcosa dal pavimento.

“Ah, sì” rispose la donna.

“Buona giornata signora Derrick.”

“Buona giornata a lei, detective.”

Caso risolto. Eppure, per uno strano gioco dell’universo, fu proprio il caso di quel caso a prendere una piccola, microscopica probabilità e trasformarla in un grande evento.

Quel giorno, proprio mentre si svolgeva il fatto dalla signora Derrick, Benjamin, il vicino di casa del detective Benny, aveva bisogno del sale. Stava preparando una deliziosa grigliata per tutta la famiglia e un pizzico di sale in più sugli hamburger avrebbe fatto la differenza. Cosa c’entra il fatto che fosse uno spacciatore? Niente, era solo per mostrarvi che vi sareste concentrati su quello, sul fatto che tutta la storia si sarebbe focalizzata sul racconto che, nel vostro calcolo intuitivo, sarebbe stato il più probabile.

Benjamin si allontanò dalla griglia il tempo necessario per arrivare alla porta del detective e bussare. Attese e nessuno rispose. Bussò ancora. Bussò per sette volte al centro della porta.

La probabilità che tirando due dadi esca lo stesso numero è di 1 su 6.

La probabilità di estrarre contemporaneamente due assi in un mazzo di quaranta carte è di 1 su 130.

La probabilità di invocare un demone di Donn senza sapere come si fa è di 1 su 100 miliardi.

Benjamin aveva lasciato incustodita la griglia e i parenti non erano tra gli individui più svegli. Gli hamburger presero fuoco, prese fuoco il prato, l’amaca e la borsetta di zia Lisa. Il fumo raggiunse la porta del detective Benny, che era appena sceso dall’auto e si stava precipitando verso casa, e aveva incrociato Benjamin che stava tornando urlando verso la sua.

Per invocare un demone di Donn sono necessarie quattro cose: un portale d’accesso al mondo dei vivi, un richiamo dal punto d’accesso, un sacrificio di carne umana con il fuoco e un corpo da occupare entro pochi secondi.

Sì, questa volta è come state pensando. La porta del detective era, a sua insaputa, un portale d’accesso, e quando Benjamin ha bussato sette volte ha svegliato la creatura dall’altra parte. E non sarebbe successo niente senza il sacrificio di carne umana. Ricordate gli hamburger sulla griglia? Ecco, Benjamin li ha ottenuti a basso costo da un suo contatto. Ah Benjamin, vedrai! Non vorrai mai più mangiare altra carne! Questo contatto era uno di quelli che se non gli stai simpatico ti spara in fronte e poi ti fa sparire. E, spesso, ti fa sparire nel macinato dei suoi hamburger. Così, il fumo di quella carne umana raggiunse il portale nascosto e lo fece aprire in un vortice rossastro, proprio nel momento in cui il detective Benny stava in piedi lì davanti e cercava le chiavi in tasca. Il demone trovò un corpo disponibile, di fronte, sano, forte, robusto. Pronto. Altrimenti, si sarebbe volatilizzato in un paio di secondi. L’universo e il suo senso perverso di gestire le probabilità. Le chiavi caddero sul pavimento. Gli occhi del detective Benny si annerirono del tutto, la sclera scomparve e la pupilla si amalgamò con il nero circostante. Le vene del corpo crebbero a dismisura, quasi fossero pronte ad esplodere. La pelle assunse un colorito pallido, tendente al grigio. I demoni di Donn fanno una cosa sola: uccidono.

Giusto il tempo di sentire nell’aria qualche Ma che cazzo succede? e Vaffanculo! Il tuo vicino è pazzo! che il giardino di Benjamin venne costellato di teste mozzate. La sua testa, quella di Benjamin, venne addirittura lanciata sul tetto, senza un particolare motivo. L’altra vicina di casa aveva settant’anni e venne aperta in due come un’anguria. Due ragazzini si fermarono con lo skateboard a guardare la scena e il detective Benny – o quello che restava di lui – staccò una gamba al primo e la infilò in bocca al secondo fino allo stomaco. Una madre con il passeggino correva urlando e si ritrovò a terra con tutte le ossa spezzate, mentre il neonato venne scaraventato a quindici metri di distanza. Un uomo pedalava velocemente e divenne presto parte integrante della bicicletta, con i pedali infilati negli occhi e il manubrio nei polmoni. Due bambine si affacciarono alla finestra insieme ai genitori e pochi minuti dopo non si riusciva più a distinguere a chi appartenessero gli organi sparsi sulla moquette. L’eroe di turno, tale Bart, uscì di casa armato di accetta e non ebbe nemmeno il tempo di sollevarla che si ritrovò con il cranio spaccato a metà. La moglie dell’eroe, che di eroina aveva solo la dose in casa, si buttò in ginocchio piangendo, finché la sua faccia divenne poltiglia sull’asfalto. Arrivò la polizia, i proiettili rimbalzarono sul corpo del detective Benny, le pistole vennero accartocciate e gli uomini segati in due sulla portiera aperta dell’auto. Una coppia rimaneva rintanata dentro casa, aspettando, come accadde, che venisse spezzato il collo a entrambi.

Qual è la probabilità che un evento più o meno probabile determini un altro evento altamente improbabile? In questa storia, abbastanza alta da massacrare un intero paese.

In fondo, la probabilità di conoscere il rituale per riportare il demone nell’altro mondo è di 1 su 200 miliardi.

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