• Lakombo Freak

Basta chiedere scusa



10.13 Ciao, cm va


Nemmeno le vocali necessarie? Nemmeno un minimo di punteggiatura? Ora dimmi, come potrei pensare che tu sia realmente interessato a sapere come sto? Per il gesto? Per aver preso quel rettangolo che tieni in mano tutto il giorno? Per aver digitato qualche carattere di natura esplorativa? Non prendermi in giro. Sei capitato sul mio nome e hai scritto. Aspettando, probabilmente, che qualcuno di più interessante ai tuoi occhi ti rispondesse. Sono solo il tuo tergiversare fra cose più importanti.


10.18 Bene, grazie. Tu come stai?


Come se non sapessi che stai bene. Sai come lo so? Ci potresti arrivare, ma significherebbe accettare che conosco i trucchetti di un’amicizia superficiale. Significherebbe che tu e tutti gli altri molti “tu” che conosco comprendiate di essere dei meschini ricettatori di tempo che vi si regala. L’alterigia con cui dilaniate un cuore buono disposto ad aiutarvi disfandovi della persona, non appena la causa decade, è un esempio per tutti. Quei mille “tu” per i quali il dolore altrui è facilmente superabile. Quelli a cui dedicate elogi come “grande!” o “sei un genio!” senza dare vero peso. So che stai bene perché non mi scrivi più, stronzo. So che stai bene, perché vivi comunque, a differenza mia.


10.38 Bene dai... soliti casini... sai che fine ha fatto Erika? Cazzo, son due giorni che non risponde, boh...


Abbiamo aspettato tanto per un tornaconto personale, vero? Sono due anni che aspetto tue risposte su determinati argomenti. A differenza tua, io ricordo. Ricordo ogni singolo gesto fatto per avvicinarmi a una parvenza di amicizia. Stupido io. Sempre pronto nel supportare chiunque mi prenda minimamente in considerazione. Non puoi sapere come scava nelle profondità del male assoluto ogni mancata forma di umanità. Tutto quello che ti ho confidato, raccontato, tutto diventa un dettaglio trascurabile per me che non capisco cosa è reale. Mi hai detto “io ci sono” illuminando qualche flebile speranza. Ti credevo, ti credo, infatti, sono un illuso cronico. Se il male che ti ho prestato ha fatto sì che tu sparissi non appena le tue questioni fossero state dipanate, allo stesso modo ha trasformato il mio malessere in una burla. É diventato un nulla, è sparito con te e con i mille che ti somigliano. Non vi interessa che vivo ogni giorno in bilico tra provare a vivere e finirla qui. Mi sono innamorato dell’idea di contare qualcosa, ora sto piangendo perché capisco lo schema che ci sta sotto. Hai ragione Tu. Tu vinci sempre. Io passo la vita a perdere.


10.39 Le hai fatto qualcosa?


Sarai sbottato per mancanza di libertà. Le avrai detto cose che pensi veramente lavandoti le zampe con un bel “scusa amore ero arrabbiato, non sapevo quello che dicevo”. Ora ti serve un punto di vista di uno che non si mette mai al centro. Il motivo per cui non lo faccio? Perché da tutta la vita mi avete reso invisibile agli occhi, alle gioie, alla normalità. Mi tirate fuori quando la questione è complessa. Una specie di assistente alle sfighe. Potrei scommetterci la mia futura progenie: hai avuto una scappatella, le hai mentito, lei ha capito e tu hai cercato di rafforzare la tua tesi a suon di bestemmie e grida, sostenendo di essere nel giusto e di dire la verità.


10.44 No fra! Cazzo ci siamo beccati venerdì pomeriggio e aveva il muso. Boh! Sai come sono le donne ahahah... avrà avuto i coglioni girati! Mi ha chiesto tipo sette volte dov’ero giovedì... con chi ero... e ho sbottato! Ti ha parlato?


Hai sbottato. Nemmeno la dignità di essere sincero. Giovedì mi ha chiamato, stronzo. Aveva già letto tutti i tuoi messaggi. Sapeva di Sabrina, sapeva che aveva casa libera e che avevi “gradito” l’opportunità. Hai usato l’emoticon della tromba per asserire all’accordo proposto. Senza metterci quel livello base di empatia per non approfittare di una ragazza a cui è morto il padre da meno di una settimana. In fondo, che importa della persona se puoi infilarci il cazzo? Era in lacrime, Erika. Sai che ho fatto? Ti ho salvato il culo, le ho detto che fai cazzate, è vero, ma che sei innamorato di lei. Le ho raccontato di tutte le cose meravigliose che mi ripetevi ogni giorno quando facevi l’amico. Ti ricordi? Ti ricordi quel momento in cui eri da solo e finalmente Erika poteva voltare pagina? Le ho detto che è difficile per te ragionare troppo sulle cose e che lei poteva renderti un uomo migliore. Le ho suggerito di non aggredirti, di lasciarti spazio. E tu, genio del male, le hai mentito, di nuovo. Chissà come mai non ti risponde.


10.45 Sì fra, non è stupida Erika. Che hai fatto stavolta?


10.45 Non ho fatto niente fra!


“Fra”, gergale di “fratello”, uno dei legami più intensi che possano esistere. Tu mi dici cazzate chiamandomi fratello. Tutto questo per il tuo tornaconto. Sto male. Mi sto sgretolando come una mina 2B si consuma in un tratto nervoso con eccessiva pressione. Erika è qui con me. Per colpa tua devo tenerle la mano e asciugarle gli occhi ogni ora. Per colpa tua lei vuole uccidersi. Oggi non ce la faccio “fra”, oggi non vi sopporto più. Come posso dirle che vale la pena vivere? Per la menzogna? Per se stessi? Per quale motivo? Tu mi insegni che la vita è una camminata in avanti, con i paraocchi, usando gli altri come bastone quando non si ha voglia di camminare. Una corsa dove decapiti gli altri concorrenti palesando superiorità senza senso. La vita è sentirsi Caligola che domina il mondo. Oggi non ce la faccio, sii clemente e parla chiaro. Usa l’anima che hai. Provaci.

10.45 Riprova.


10.46 Maddai... sai che ogni tanto ci sta... sì, c’era la Sabri con casa libera... da quando il vecchio è crepato non faceva che rompermi il cazzo... oh, non son mica uno psicologo io... però è figa da podio e sono andato da lei... che bomba! Gli ha fatto bene il babbo morto ah ah non sai che storie... mai scopato così... eravamo fatti ammerda, ma tipo livelli Atalanta 2018/2019!!


Mi piaceva Sabrina. Avevi copulato con lei già due anni fa. A me piaceva sul serio, non tanto per la bellezza incantevole, ma per la profondità del sorriso. Quando le ho chiesto un appuntamento, ai tempi, mi aveva risposto che con gli amici “di quell’idiota” non sarebbe mai uscita. Ironia della sorte, Erika invece parlava con me di te. Quella dolcezza minuta al sapore di fragola le regalano tuttora un’aurea di perfetta letizia, senza escludere la carnalità schietta dei suoi desideri. Mi diceva sempre che purtroppo era innamorata di te. Sorrideva con fare materno sussurrandomi “grazie dell’ascolto campione!” Ora è qui, in camera mia a disperarsi. Di sicuro Sabrina starà facendo lo stesso. Ma tu, che ti ripresenti in cerca di sostegno, com’è possibile che non senti il dolore all’anima? Probabilmente avete ragione tutti voi, non c’è spazio per chi non salvaguarda se stesso a discapito dell’altro. Sono terrorizzato da come si può concludere l’ennesimo esempio di scempio umano. Non sto bene, anche se ci ho provato. Non sopporto più l’iniquità. Allo stesso tempo, però, mi avete convinto. Lo sbaglio sono io. Gli sbagli sono Erika e Sabrina. Sbagliato è chi per se stesso qualcosa non fa. Dovrebbero sterminarci. Forse dovrei farlo io che ho capito il trucco.


10.50 Erika è qui da me, non sa che mi stai scrivendo. È in lacrime, sa di Sabrina, ha letto i tuoi messaggi. Per ora sto cercando di calmarla e la sto tenendo tranquilla.


10.51 Bomba fratello! Che culo! Così io e te possiamo organizzarci su che cazzo dirle. Ascolta, facciamo così. Dille che ti ho prestato il telefono e che era per te il messaggio di Sabrina visto che sei tanto bravo a star dietro ai matti ...vedi me...Andata? Mi salvi il culo?


Hai esagerato. Purtroppo non ti sei mai interessato veramente alle persone, se non come accessorio estendibile del tuo abnorme ego. Credi che tutti abbiamo lo stesso concetto di sopravvivenza, che, come richiama la parola stessa, esiste solo nel vivere sopra. Troppe volte hai calpestato la fragilità. Non sei stronzo, sei cieco. Non sei egoista, sei piccolo. Mi capita spesso di pensare al suicidio sai? Ma oggi rendi questo ragazzo felice, ammazzare sta diventando la soluzione come ho sempre pensato. Ma non sarò io a pagarne le conseguenze.

11.15 Come sempre!

Ti sei mai chiesto se quello che scriviamo corrisponda a ciò che realmente pensiamo? Ad Erika ci penso io, ti chiamo quando ho la situa sotto controllo


Questa è la tua ultima possibilità.


11.16 Grandissimo! Boh non mi faccio domande da paranoia del cazzo, scopa di più e pensa di meno zio! ;)


11.16 Ma quante ne sai? A dopo...


...zio. Fratello, Zio. Amico ti fa proprio schifo? Per me qualche vita oggi va conclusa. Siamo tutti co-partecipi di questo fallimento che stai generando. Non ti nego che Erika nel suo disperarsi mi ha chiesto un abbraccio. Potevo averla, ma pensavo fosse da codardi approfittarne. Mi stai insegnando che non esiste vittima se non esiste colpa. Mi stai forzatamente facendo adattare alla futilità dell’esistenza. Convinci il mondo a esultare per una palla in rete, per una donna che si priva degli indumenti, per una macchina molto rumorosa. Sei conformato come un umano, ma la tua anima e le anime dei molti che sottostanno alla crudeltà egocentrica non lo sono. Fra poco cucinerò per Erika. Fingerò di avere un piano per incastrarti. Questo finto piano le porterà un sorriso di apparente giustizia. La convincerò a chiamare Sabrina, a farla venire qui. Passeremo il pomeriggio ideando le modalità con cui fartela pagare. Conosco bene il linguaggio, non ho mai usato le mie qualità per un tornaconto. Questo finora. Per fortuna tu mi stai insegnando la via della salvezza. La mia sensibilità e benevolenza intaccheranno le loro emozioni. Farò l’amore con loro, l’amore disperato di Nada. Come due angeli, temporaneamente sollevati dall’inferno, concorderanno nel farti venire da me. Come per Sabrina, stasera a casa mia non c’è nessuno. Le convincerò a farsi legare e spogliare in parte. In modo che tu creda, una volta arrivato in garage da me, che io le stia stuprando. Purtroppo per loro, lo farò. Lo farò davanti ai tuoi occhi. Una volta colpito con la mazza da golf, ti legherò a una sedia. Scomoda. Farò la stessa cosa che hai fatto tu a loro. Sorriderò facendolo e ti descriverò tutto ad alta voce. Tanto non potrai rispondere con un calzino in bocca. Ti chiederò se hai fatto come me o se hai usato altre tecniche. Ti chiederò se ti piaceva sentire i tuoi sensi stimolati in questo o in quell’altro modo. Tu non sai quanto male hai portato con la tua leggerezza. Una volta soddisfatto dello spettacolo per te preparato, userò un sedativo per entrambe. Le smembrerò davanti ai tuoi occhi. Piccoli pezzi ordinati. Con questi disegnerò un cuore davanti a te, sul pavimento. Suppongo che il sangue creerà un bel sottofondo rosso d’amore a questo cuore fatto totalmente di umanità. Poi ti sparerò nel cranio e andrò via. Prima di sparire scriverò sul muro “avete vinto la guerra”. La mia vita comincerà da lì. Grazie per gli insegnamenti. Ti aspetto alle nove da me, buon ultimo viaggio amico mio. E pensare che bastava chiederci scusa.

20.05 Tutto risolto, Erika a casa sua. Fa passare un paio di giorni, poi scrivile. A posto anche Sabrina. Nove da me? Cannetta, birretta e partitina a PES?


20.06 Finalmente una buona notizia!

Che ansia! Ma cazzo potevi scrivere prima! Il culo tuo è che Jenny si annoiava, sono o non sono un fottuto boss?

Dai, mi lavo e arrivo.

Ti sono debitore, più o meno ahahha per fortuna esiste la gente come te!

Non la chiamerei fortuna.


0 visualizzazioni

Seguici su Facebook.

  • Lakombo Freak - racconti neri
  • Black Facebook Icon
  • Black Twitter Icon
  • Black Pinterest Icon
  • Black Flickr Icon
  • Black Instagram Icon

© 2019 by Lakombo Freak.